I traghetti tedeschi sul fiume Po

di Simone Guidorzi

A seguito della distruzione dei ponti e dei traghetti civili sul fiume Po, operata dalle incursioni anglo-americane, furono dislocati lungo il fiume numerosi reparti appartenenti al Genio Militare, sia germanici che della Repubblica Sociale Italiana. Questi ebbero il compito di costruire, riparare e mantenere traghetti preposti all’attraversamento del fiume; i traghetti risultavano assai meno visibili all’aviazione nemica rispetto ai preesistenti ponti. I comandi militari suddivisero il fiume Po in diversi tratti, che passarono sotto la competenza di guarnigioni di truppe miste, costituite da tedeschi ed italiani. Con il passare del tempo anche i traghetti divennero obbiettivi ambiti dagli aerei anglo-americani, infatti, a causa dell’accanimento alleato, nell’aprile ’45 gran parte dei traghetti non poterono essere utilizzati durante la ritirata germanica perchè risultarono fuori uso. Le frequenti incursioni costrinsero ad un utilizzo quasi esclusivamente notturno ed, addirittura, in alcune località fu previsto lo smantellamento del traghetto all’alba e la ricostruzione al tramonto. Per contrastare gli attacchi aerei anglo-americani, i più importanti siti di attraversamento furono difesi mediante la dislocazione di diverse batterie contraeree sotto il comando della Flak tedesca. Il traffico di mezzi con i rifornimenti destinati al fronte italiano fu spesso intenso: in una sola notte si poteva assistere anche al passaggio di diverse decine di mezzi pesanti. L’attraversamento veniva regolato da militari che utilizzavano lampade semaforiche, illuminate con diverso colore a seconda della presenza o meno nel cielo di aerei nemici.